Il Karma: l’esperienza e lo studio di Fausta Leoni

reincarnazioneSenza conoscere prima di allora il concetto di Karma, un giorno una donna decise di fare un viaggio a ritroso nel tempo e scoprire la sua identità precedente per darsi delle risposte circa la sua vita attuale. E’ questo il tema trattato nel primo libro della giornalista Fausta Leoni che negli anni Settanta, ancor prima che i termini karma e reincarnazione fossero così inflazionati grazie a studi approfonditi sui legami karmici,  l’ipnosi regressiva, la reincarnazione e una serie di viaggi in tibet e India, allo scopo di sciogliere il mistero del suo karma, è riuscita a individuare la catena delle rinascite per liberare la sua vera essenza. Riprendendo una filosofia molto diffusa nel mondo orientale, conoscere il proprio karma, termine sino a trent’anni fa sconosciuto, porta a discernere meglio ciò che ci aspetterà che sarà una diretta conseguenza di ciò che è stato. Una legge che determina tutto ciò che siamo oggi, e deriva dal nostro lungo passato. Dunque chi si è fregiato in questa vita, di azioni benevole ha agevolato l’esistenza di chi ‘verrà dopo di lui’, allegerendogli il compito di percorrere un destino con qualche scorciatoia in più. Si dice difatti, che chi riesce a prendere coscienza del proprio karma, automaticamente lo bruci, interrompendo la ruota delle rinascite umane e sbucando oltre, catapultato al di là di un destino preciso fatto di avvenimenti e persone. E’ quanto sostiene nei suoi scritti la Leoni che da anni vive in se stessa come in una casa a due piani, che ospita due personalità differenti; una è Fausta, cronista della Rai felicemente sposata, l’altra, la Fausta ‘più antica’, è una donna indiana dotata di poteri paranormali ritenuta dai più una strega, e amata da un uomo brasiliano che per lei si toglierà la vita. La storia autobiografica contenuta nel libro “Karma” ha al centro queste rivelazioni che consentono alla scrittrice/giornalista di ritrovare le sue radici e liberare la sua reale entità, rivelazioni che le sono state fatte da Fidelia una donna dotata di poteri straordinari, che le svela le identità in ci si sono reincarnati le persone che attualmente fanno parte della sua vita. Il suicida brasiliano era un suo corteggiatore mentre suo marito non è altri che la vecchina che viveva con lei in India. Fatti che Fausta Leoni ha puntualmente avuto modo di verificare grazie a tutta una serie di ducumentazioni che l’hanno lasciata ovviamente sbalordita. Così leggendo gli scritti dello  psichiatra tedesco Dethlefsen, e di due insegnanti canadesi, che si dedicavano da anni all’ipnosi, è giunta alla conclusione che gli amici e i parenti che ci circondano sono formati sempre dalle medesime persone che tornano in vita cambiando di sesso e di ruolo. Questo perchè molti dei loro pazienti, tiravano fuori flashback e ricordi che richiamavano esistenze anteriori, mai vissute personalmente ma di cui erano protagonisti altri relativamente vicini al soggetto in questione. Una volta un’ entità può appartenere a nostra madre, un’altra volta a nostro marito, altre volte a nosto figlio, perchè alla fine dell’esistenza, e non della vita, i rapporti dovranno essere perfetti. Tale filosofia ci mette in guardia sulla nostra condotta: chi oggi userà violenza al proprio figlio, domani potrebbe reincarnarsi in un padre rancoroso e iniquo.Cio’ partendo dal presupposto che la vita non si esaurisce con la morte ma continua materializzandosi in altri stadi evolutivi con una separazione del corpo fisico da quello astrale. Poichè riprendendo quanto sostenuto dalla più nota studiosa della morte, Elizabeth Kuble Ross, “è praticamente impossibile compiere ed esaurire il nostro destino in un’unica vita”. Lo scopo di ciò? Trasformarsi in un’entità perfetta dell’armonia cosmica. Smettere di essere una lampadina e ridiventare corrente, smettere  di essere goccia entrando nel mare. Un tema affascinante quanto misterioso quello del karma e dell’ipnosi regressiva, che ci lascia perplessi pur destando il nostro interesse e stimolando il nostro livello di fiducia. Sì perchè resta il dubbio se tutto ciò non sia un altro alibi costruito dall’uomo per preservarsi dall’idea della finitudine e della morte e per rafforzare il suo desiderio inconscio di immortalità.