I TAROCCHI



I Tarocchi : origine e storia


Risulta difficile, quasi impossibile, risalire alla vera origine dei Tarocchi.
Per una spiccata analogia tra geroglifici e Arcani Maggiori è stata ipotizzata un origine egiziana, ma alcuni hanno evidenziato elementi che collocano l'origine nelle culture orientali.
Quasi sicuramente la loro data di nascita è collocata nel medioevo, direttamente connessi con l' Arte della Memoria.
Ma la loro applicazione ermetica è sicuramente collocata nel Rinascimento.
Altrettanto difficile risulta sapere se gli Arcani Maggiori e quelli Minori siano stati creati insieme o separatamente per essere uniti poi.
Nella letterature moderna sussiste anche l'ipotesi che essi siano riconducibili al popolo zingaresco, ipotesi , per la verità, accettata da numerosi studiosi.
Ma anche questa ipotesi non trova credito : nei documenti , infatti, della Santa Inquisizione che perseguitò i popoli zingareschi per le loro arte divinatorie, giammai vengono menzionati carte tantomeno i Tarocchi.
Uno dei primi studiosi ad affrontare scientificamente il problema fu Court de Gebelin che nel suo libro Le Monde primitif fornì argomentazioni autorevoli per ricondurre l'origine alla civiltà egiziana.
Gebelin sostenne che gli Arcani Maggiori non fossero altro che il resto di un libro egiziano, il Libro di Thoth , messo in salvo durante l'incendio dei templi.
Questo libro altro non era che libro della creazione del mondo , a partire da Thoth.
Sempre secondo questo studioso questo libro fu diffuso dalle popolazioni zingaresche , che altro non sarebbero che una tribù di egizi.

Continua dopo la pubblicita'...



PUBBLICITA'

Successivamente molti altri studiosi ripresero il canone di Gebelin, anche se con i dovuti distinguo e differenze.
Singolare invece appare la storia di Jean Francois-Aliette , meglio conosciuto come Etteilla, personaggio abbastanza controverso e su cui non si è nemmenjo d'accordo sulla data di nascita.
Molti , soprattutto i suoi denigratori, usavano riferirsi a lui come il parrucchiere-veggente e questo contribuì, purtroppo, a influenzare negativamente la sua figura.
In realtà si trattò di un grosso equivoco, abilmente sfruttato dai denigratori, che diffusero la notizia che fosse un fabbricante di parrucche prestato all'arte diviniatoria.
Ma l'equivoco nasce dal fatto che l'appartamento in cui era vissuto a Parigi, in rue de Chantre, era al terzo piano di un Palazzo chiamato , appunto, la casa del parruccaio.
Ma Etteilla non era uno sprovveduto : era un professore di matematica e autori di libri autorevoli.
Nel suo libro , ou la manière de se récréer avec un jeu de cartes, fornisce i primi metodi per l'arte dei Tarocchi.
E furono proprio i suoi denigratori , poi, involontariamente a usare e diffondere i suoi metodi.
Per la verità i suoi metodi erano alquanto complessi : il significato delle carte era il risultato di una molteplicità di elementi come il nome della carta, del numero attribuito, nell'interpretazione completa delle sequenze delle carte nella stesa sul tavolo, inoltre, fattore determinante, se la carta era al diritto o al rovescio.

Successivamente ad Etteilla ci sono stati numerosi tentativi di dare un interpretazione scientifica , ma per trovarne di validi , bisogna giungere al secolo XIX .
Trascurando Madamoiselle Lenormand, ed altri suoi contemporanei, che elaborarono metodi e interpretazioni più per voluta astuzia che studi seri, un po come accade, purtroppo ai giorni nostri, dove alcuni, sfruttando la dabbenaggine di molti , spacciano notizie, false, in cambio di danari, veri.
E tralasciamo anche il Christhian che nel suo libro del 1834, Histoire del la Magie, confuta tesi interessanti che purtroppo risultano difficili da dimostrare e correlare con la storia egizia.
Iteressante invece è la tesi sostenuta dall'abate Alphonse Louis Constant, altrimenti conosciuto come Eliphas Levi.
Egli ritenne che i Tarocchi fossero un alfabeto sacro e occulto e che nel mazzo di carte vi fosse la chiave per interpretare la Kabbala .
Notò infatti la correlazione tra gli Arcani Maggiori e le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e i 22 Sentieri dell' Albero della Vita.
Più tardi , Papus, al secolo Gerard Encausse , perfezionò la tesi sostenuta da Eliphas Levi , relazionando in modo più preciso e scientifico gli Arcani Maggiori con le lettere dell'alfabeto ebraico.
Purtroppo , ad onor del vero, c'è da dire che questi studiosi , nel tentativo di perfezionare e confutare le loro tesi, hanno dovuto in parte rivedere l'essenza stessa dei Tarocchi rivedendone, ad esempio, la numerazione.

Nel XX secolo fu la volta di Arthur Edward Waite che commissionò , ad una sua discepola e artista, Pamela Coleman Smith, una rivisitazione del disegno dei Tarocchi.
Ma il suo lavoro più interessante fu certamente il libro The pictorial key to Tarot, dove spiegò , carta per carta, significato e interpretazione.
Ancora oggi il suo mazzo di Tarocchi, meglio conosciuto come i Tarocchi di rider-Waite , viene utilizzato e contrastato da molti.
Secondo alcuni , infatti, il Waite ha trasposto nell'interpretazione e nel disegno delle lame una interpretazione troppo personale piuttosto che di veri e approfonditi studi.
Successivamente questo mazzo di Tarocchi fu ridisegnato Jesse BurnsPark per la società segreta americana Builders of the Adytum.

Uno degli studi più imponenti è invece quello di Oswald Wirth che nel suo libro del 1927 , Le Tarot des imagiers du moyen age , ha individuato correttamente anche la genesi storica di questo mazzo di carte.
Wirth ha saputo ben conciliare le tradizioni esoteriche sia occidentali che orientali che trovano le radici nel medioevo.
Purtroppo anche Wirth si lasciò condizionare poi dall'occultismo del suo maestro Stanislao de Guaità e finì per deviare dal suo originale scopo.

Dopo questo breve excursus , necessariamente sintetico, della storia dei Tarocchi , possiamo affermare , con assoluta certezza , che se secoli di studi hanno condotto per mano tanti estimatori di questo mazzo di carte, altrettanti secoli di arte divinatoria hanno arricchito il patrimonio conoscitivo dei tarocchi.
Secoli di cartomanzia, di esoterismo, hanno arricchito in quanto a conoscenza e capacità interpretativa numerosi cartomanti.
Purtroppo dobbiamo affermare che esistono ancora molte persone che dichiarano di saper leggere e interpretare questo mazzo di carte, ma che non hanno la minima preparazione o ostentano esperienze false.
L'arte della lettura dei Tarocchi non si apprende studiando un semplice libro, ma è frutto di anni e anni di studio, di disciplina, di esercizio.
Al di la di ogni ragionevole dubbio, possiamo affermare, in coscienza che è anche questione di sensitività , termine purtroppo, molto abusato ai giorni nostri.
D'altra parte discernere un vero cartomante non è facile e semplice : quelli veri generalmente sono umili e sentono le vibrazioni dei Tarocchi.



Bibliografia


Yates F.A., L'Arte delle Memoria, Torino 1972

Wirth O., I Tarocchi, Roma 1973

Rijnberk G. van, I Tarocchi, Storia, Iconografia, Esoterismo, Roma 1989

Berti G., Di Vincenzo S., Chiesa M., Antichi Tarocchi illuminati. La Storia, il gioco, la divinazione, Lo Scarabeo, Torino, 1995